Ulteriori valutazioni

Ulteriori valutazioni dopo la diagnosi di melanoma

Dopo la diagnosi iniziale di melanoma, lo specialista valuterà nel dettaglio i segni e sintomi ed eseguirà un esame completo della pelle. Potrebbe decidere di eseguire anche una biopsia del linfonodo sentinella, ovvero la rimozione e successiva analisi del primo linfonodo che può essere raggiunto dalle cellule tumorali e dal quale possono diffondersi in altre sedi.

L’obiettivo di queste analisi è quello di identificare i fattori di rischio e tutti quegli aspetti che potrebbero suggerire una possibile diffusione del melanoma dalla sede primaria.

In generale, per la maggior parte dei melanomi a basso rischio, come quelli di spessore inferiore a 1 mm, non è necessaria alcuna ulteriore ricerca di metastasi; per i casi a rischio più alto o in presenza di particolari sintomi possono essere presi in considerazione altri esami più specifici.

Ecografia

L’esame prevede l’uso di ultrasuoni per visualizzare i linfonodi regionali e l’area del tumore primitivo.

Scintigrafia ossea

Valuta se il processo tumorale si è esteso alle ossa. L’esame prevede la somministrazione di un mezzo di contrasto, ovvero una sostanza radioattiva che si localizza a livello osseo possibile sede di malattia.

Tomografia computerizzata (TC)

Tecnica diagnostica che permette di ottenere immagini tridimensionali degli organi interni. Si tratta di un esame radiologico in cui un computer rielabora i dati raccolti dal passaggio di fasci di raggi X nell’area interessata e fornisce informazioni per la diagnosi e lo studio dei tumori o di altre patologie. La TC può essere utile per misurare le dimensioni del tumore e di eventuali metastasi. A volte, per avere una migliore visualizzazione delle strutture interne dell'organismo, viene somministrato un mezzo di contrasto, ovvero una sostanza radioattiva che viene iniettata per via endovenosa oppure, in casi specifici, viene somministrata per via orale.

Risonanza magnetica (MRI)

Tecnica diagnostica che utilizza campi magnetici, non i raggi X, per fornire immagini dettagliate degli organi. Può essere utilizzata per misurare le dimensioni del tumore. Anche per questa tecnica viene utilizzato un mezzo di contrasto, che può essere iniettato per via endovenosa oppure somministrato per via orale, per migliorare la qualità delle immagini. È usata anche per verificare se il melanoma si è diffuso al cervello.

Tomografia a emissione di positroni (PET)

È una tecnica diagnostica di medicina nucleare che consiste nella somministrazione per via endovenosa di un composto contenente glucosio marcato radioattivamente. Questa sostanza viene captata dalle cellule che utilizzano più energia. Poiché i tumori tendono a utilizzare molta energia, in questo caso il glucosio, grazie alla PET è possibile visualizzare le parti che assorbono maggiormente il glucosio e, quindi, confermare la presenza di tumore o verificare se vi sono o meno metastasi. È una tecnica molto utile anche per stabilire l’efficacia di una terapia.

Ciascuna di queste tecniche presenta vantaggi e svantaggi. Sarà compito del medico, a seconda del quadro clinico, scegliere quella più adatta per il singolo paziente o decidere che non vi è necessità di eseguire nessuno di questi test.

Rivolgiti al tuo medico per saperne di più su queste tecniche diagnostiche e avere informazioni utili e specifiche per la tua malattia