Cattive abitudini e stili di vita

Con il termine di “body image” si intende la percezione che ciascun individuo ha del proprio corpo e di come il proprio aspetto fisico possa venir considerato da altri. Tale immagine se da un lato risente dell’aspetto psicologico della persona, dall’altra è fortemente influenzata dai media e dagli ideali estetici che vengono presentati. Curare il proprio corpo e, al tempo stesso, costruire giornalmente il nostro benessere sono importanti compiti per ciascuno di noi. Tuttavia, se da una parte tale compito deve costituire un vero e proprio dovere, questa ricerca di benessere deve fornire il giusto piacere.

Inoltre, va sempre evitato di piegare il nostro corpo a dettami estremi del “body image” o di assumere abitudini o comportamenti che vadano contro la salute del nostro corpo per poter corrispondere meglio a quelli che sono gli ideali propagandati dalle pubblicità e format sui media.

In relazione all’aumentata incidenza di melanoma maligno, vediamo quali sono gli atteggiamenti che possono essere ricondotti a problematiche di “body image”.

esposizione al sole

ABBRONZATURA A TUTTI I COSTI, NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE

L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) può aumentare il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo. L’abbronzatura rappresenta un meccanismo di difesa naturale dell’organismo dagli effetti dannosi dei raggi UV e, generalmente, viene ottenuta da una esposizione prolungata e intensa ai raggi UV. 

Da questo punto di vista, è doveroso esporsi al sole in sicurezza, gradualmente, evitando le ore centrali della giornata e applicando più volte i filtri di protezione solare nel corso della stessa. 

I tempi di esposizione al sole sono ovviamente correlati al fototipo costituzionale (colore della pelle, dei capelli e degli occhi) di ciascun individuo, che infatti determina il livello di sensibilità ai danni da raggi UV (gli individui con un fototipo chiaro hanno la maggiore sensibilità all’esposizione solare, con più elevata tendenza alle ustioni o scottature cutanee solari).

LAMPADE/LETTINI SOLARI

È stato dimostrato che un uso continuativo delle fonti di abbronzatura artificiale può aumentare il rischio di sviluppare melanoma fino a 3 volte. Il rischio maggiore è soprattutto nei giovani in cui tale aumento è stimato del 75%; fino al 20% dei melanomi che insorgono in età giovanile è associato all’uso di lettini solari.

Quindi tutte le lampade e i dispositivi abbronzanti (lampade UV-A) rappresentano un rischio e vanno sempre evitati.

L’uso a lungo termine di lampade e lettini solari è associato non solo a un aumentato rischio di sviluppare il melanoma, ma anche a un più generale invecchiamento precoce della pelle, allo sviluppo di danni oculari (cataratte) e a un aumentato rischio di tumori della pelle diversi dal melanoma (per esempio, carcinomi squamosi o spinocellulari della cute). L’uso di lampade solari è anche associato al melanoma maligno dell’occhio.

Per questo motivo In Italia i lettini e le lampade sono vietati ai minori di 18 anni per i danni in senso cancerogeno che possono arrecare ai soggetti in fase di crescita e sviluppo. Purtroppo, pochi centri estetici applicano questa legge. La crescente popolarità delle lampade e lettini solari è stata accompagnata da un marcato aumento dell’incidenza di melanoma cutaneo tra le giovani donne - le quali fanno maggiormente ricorso all’uso di tali approcci - negli ultimi tre decenni.

Lampade e lettini solari
obesità

OBESITÀ

Alcuni dati recenti sottolineano come avere un elevato body mass index possa essere associato a un aumentato rischio di melanoma soprattutto in individui al di sotto di 50 anni.

Il tessuto adiposo rappresenterebbe infatti un microambiente favorevole e produrrebbe mediatori solubili in grado di favorire la crescita e replicazione delle cellule tumorali. Questi dati rappresentano evidenze preliminari e sono necessari ancora studi per definire meglio la relazione tra i due fenomeni.

Tuttavia al momento, se da un lato l’obesità non potrà mai costituire un fattore di rischio per il melanoma superiore a quelli ben noti (esposizione solare, scottature solari, numero di nei e nei atipici, familiarità), dall’altra il mantenimento di uno stato normopeso, evitando quindi l’obesità, non può che migliorare la salute dell’intero organismo.