Incidenza del melanoma in età fertile

Nella fascia di età da 20 a 45 anni, corrispondente all’età riproduttiva, il melanoma è, in Italia, la terza neoplasia per incidenza nel sesso femminile, dopo il tumore della mammella e della tiroide. La buona curabilità (sopravvivenza a 5 anni 85,4%) fa sì che oltre 70.000 donne hanno avuto una pregressa diagnosi di melanoma, delle quali più della metà sono nella fascia di età fertile e la maggioranza di esse possono essere considerate guarite. L’associazione melanoma gravidanza è un evento meno raro di quanto si pensi e, in alcune pubblicazioni, è al primo posto per gravidanze in donne con anamnesi di neoplasia (5-10 casi ogni 100.000 gravidanze).

Le ragioni di questa associazione si spiegano con la frequenza della malattia nell’età fertile, e la buona curabilità. Inoltre, nel mondo occidentale, e in Italia in particolare, la tendenza a rinviare l’età della prima, a volte unica, gravidanza, aggiunge problematicità nel non poter procrastinare ulteriormente la decisione al momento più opportuno. D’altro canto anche il riscontro di un melanoma in corso di gravidanza genera ansia, paura, insicurezza, e talvolta maggiore allarme del necessario sia nella donna che nella famiglia e spesso anche nell’équipe medica, se non preparata ad affrontare queste situazioni. 

Desiderare, decidere, trovarsi ad affrontare una gravidanza dopo una diagnosi di melanoma o diagnosticare un melanoma in una paziente gravida richiede la gestione di aspetti a volte complessi, la valutazione corretta dei rischi e delle motivazioni, la capacità di supportare la paziente e la famiglia in questo percorso importante, delicato, unico. È un percorso che va gestito da un’équipe multidisciplinare che deve contemplare dermatologo, ginecologo, chirurgo, oncologo medico, psicologo, medico di base, genetista.

Le domande più frequenti che vengono poste dalle donne e dai colleghi si possono riassumere in:

  1. Il rischio di sviluppare melanoma aumenta in corso di gravidanza?
  2. Un melanoma diagnosticato in gravidanza ha una prognosi peggiore?
  3. In caso di melanoma diagnosticato in gravidanza che cosa fare?
  4. Le donne con pregresso melanoma devono evitare successive gravidanze?
  5. Come trattare una recidiva di melanoma in corso di gravidanza?
  6. È possibile la terapia ormonale anticoncezionale o sostitutiva?

Gravidanza dopo diagnosi di melanoma 

Gli studi che hanno analizzato il ruolo di una successiva gravidanza in pazienti con pregressa diagnosi di melanoma non hanno rilevato aumento del rischio di recidiva né di morte; non ci sono pertanto evidenze scientifiche per sconsigliare a una coppia che lo desidera di programmare una gravidanza dopo la diagnosi. Meno informazioni esistono su quale sia l’intervallo ottimale da rispettare fra la diagnosi di melanoma e una successiva gravidanza per non trovarsi nella difficile situazione di una recidiva di malattia nel corso della stessa. Il rischio di recidiva è correlato a molteplici fattori; i più importanti sono spessore della lesione, presenza di ulcerazione, presenza di metastasi linfonodali, infiltrato linfocitario, indice mitotico e vanno tutti considerati per formulare la prognosi, che rimane probabilistica e quindi incerta. In genere, viene suggerito un intervallo di almeno 3-5 anni dalla diagnosi prima di intraprendere una gravidanza, non tanto, come detto, per i rischi della stessa, ma perché più anni trascorrono dalla diagnosi, senza recidive, minore è il rischio che queste si verifichino, anche se non esiste un intervallo dopo il quale il rischio diventa zero. È evidente che incorrere in una recidiva in un momento di per sé particolare e delicato nella vita di una coppia, diventa un evento obiettivamente drammatico. In casi particolari, in cui l’età della paziente non consenta questa attesa e ci sia un forte desiderio di avere un figlio, si possono rischiare intervalli più corti, mai inferiori ai 2 anni, discutendo rischi e incertezze con la coppia, a cui spetta la decisione finale. Vanno pertanto modulati i controlli e concordati gli esami di follow-up nelle coppie che sono alla ricerca di un figlio, effettuando il test di gravidanza prima di esami radiologici.

Gravidanza dopo diagnosi di melanoma

Il melanoma è una delle neoplasie più frequenti nell’età fertile e ai primi posti nell’associazione fra neoplasia e gravidanza. Pur non sottovalutando le cautele, le difficoltà prognostiche, la frequenza di secondi primitivi, le implicazioni di una gravidanza e anche le pubblicazioni negative al riguardo, non vi sono elementi per sconsigliare in modo generico una gravidanza dopo la diagnosi di malattia né per non trattare o sottotrattare la malattia se diagnosticata in gravidanza. L’unica raccomandazione è quella di intensificare i controlli e l’attenzione nelle pazienti che manifestano questo desiderio e di seguire con un’équipe idonea quelle che si ammalano in corso di gravidanza.